
Denis Mukwege
June 9, 2026
Carlo Azeglio Ciampi
June 9, 2026Vergogna
Leah Rabin – 1996
Signore e signori, Genova ha visto conquistatori e promotori di pace. Genova ha sofferto giorni di guerra ed amato giorni di pace. La bella Genova ha vissuto, durante la propria storia, periodi di alta e bassa marea, così come il mare Mediterraneo e le sue coste. Con il vostro permesso, dal momento che la vostra è una città di mare, vorrei paragonare la mia vita al mare e alle maree.
L’alta marea: ho avuto il privilegio di vivere un’intera generazione accanto a un grandissimo uomo e passare con lui le ore più dure e difficili, ma anche le più belle, della breve storia dello Stato ebraico. L’ho visto soffrire durante le ore difficili che precedono la battaglia, torturato dal dubbio se ordinare di fare fuoco, consapevole che ci sarebbero stati dei figli che non avrebbero più fatto ritorno alla loro casa. L’ho visto come soldato di pace, in un’immagine che, tre o quattro anni fa, sarebbe stata difficile da prevedere, mentre stringeva la mano ai nemici implacabili.
Solo un soldato che sogna la pace, solo un soldato che va alla guerra considerandola un male inevitabile senza alternative, solo un soldato che non odia veramente i propri nemici, solo un soldato che vede il gigantesco obiettivo della pace, solo un tale soldato vincerà la sua battaglia per raggiungere la pace: Yitshak era un soldato di questo genere, comandante di soldati, comandante di un esercito che stava ricercando la pace. Ha prestato servizio nell’esercito per quasi trent’anni, ma non fu mai un soldato professionista. Ha servito il proprio popolo come uomo di Stato, ma non fu mai un politico professionista. Il suo popolo lo vide, lo ascoltò, aveva fiducia in lui, lo amava perché era un uomo da sempre devoto e dedito al proprio popolo, al proprio paese e dai propri obiettivi.
Con lui abbiamo vissuto l’alta marea, per molti anni. Ora sono giunti i tempi della bassa marea. Mi vergogno di trovarmi qui oggi e dirvi che avere perso questo uomo meraviglioso, assassinato da un ebreo, rappresenta un momento di bassa marea per il popolo ebraico e per lo stato di Israele.


