
Simone Veil
June 9, 2026Speranza
Elie Wiesel – 1992
La disperazione non è mai la risposta, sebbene possa essere la domanda. Gli apocrifi non furono mai ammessi nell’ortodossia perché erano latori di un messaggio di disperazione. L’umanità a volte può vivere senza felicità ma non senza speranza.
C’era una speranza durante la guerra? C’era. Per lo più falsa speranza. Speranza pericolosa. Era uno strumento adottato dal nemico per indurre le vittime a complicità ed illusioni. Gli assassini specializzati i meccanismi psicologici escogitarono il modo di tranquillizzare la gente nei ghetti e nei campi dicendo loro che solo altri, e sempre altri, venivano prescelti e destinati a persecuzione, deportazione, morte. Perciò, perché preoccuparsi? Se le vittime fossero state più sospettose di tali fuorvianti segnali di speranza, molti sarebbero sfuggiti, riuscendo a nascondersi o ad impugnare le armi. Paradossalmente la vera speranza emerse solo dopo la guerra. L’agente pensava: ora conosciamo i limiti dell’umanità. Ora conosciamo la potenza del male. Ora sappiamo cosa fare, e soprattutto, cosa non fare in situazioni estreme, e come impedire alle situazioni di degenerare.
Ora sappiamo, pensa la gente, che quando una comunità è perseguitata, sono coinvolte tutte le comunità. Quando è umiliato un gruppo la società nel suo insieme è sottoposta alla vergogna. Quando qualcuno è oppresso, io taccio sono complice. Ora sappiamo che quando l’assassino non è ostacolato, vede in noi solo alleati. Ora sappiamo che uomini e donne liberi che abbandonano le vittime sono indegne della loro umanità.
Quando parlo della memoria che si deve trasmettere non mi riferisco alle umiliazioni e alle sofferenze che abbiamo subito ma alla volontà di sterminare un’intera popolazione e al metodo sistematico e scientifico utilizzato dai nazisti che va oltre ciò che è immaginabile e che non deve essere dimenticato.
Da quando sono tornata dalla deportazione mi sono adoperata per una riconciliazione con la Germania a patto che diventasse una democrazia.
Ero convinta che solo la strada della riconciliazione della memoria, ma non della vendetta, avrebbe permesso di evitare un nuovo conflitto.
L’Europa è diventata oggi un esempio di stabilità, di democrazia e di rispetto per i diritti dell’uomo.
Per tutta la mia vita ho cercato di lottare per la difesa di questi diritti e in particolare contro la discriminazione verso le donne.


